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Incastro del pene in un rapporto anale: cosa fare

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"Salve, l’altra sera ho avuto un rapporto anale con una tipa (non la mia ragazza..) e a un certo punto volevo estrarre il pene e non veniva via… In quel momento ho avuto il terrore che fossero vere tutte quelle leggende e mi vedevo arrivare al pronto soccorso attaccato a lei.. E’ stato un attimo e con un minimo di pazienza sono riuscito a estrarlo. Però a questo punto vorrei sapere se è vero che può succedere e cosa fare nel caso… Edoardo"

 

Questa è una paura molto diffusa ed è quindi bene poterla affrontare in questo spazio.

Questo evento è molto raro ma possibile, le motivazioni sono legate a più fattori, un effetto sottovuoto (favorito anche da una specifica conformazione fisica) che può venirsi a creare, convogliando il sangue nel glande e aumentando l’effetto ventosa, rendendo di fatto impossibile l’estrazione mediante trazione, e/o una contrazione involontaria del muscolo elevatore dell’ano che crea una sorta di “strangolamento” del pene, che impedisce al sangue di defluire.

E’ bene ricordare che in casi ancora più rari ciò può verificarsi anche in vagina (pene imprigionato o penis captivus) pur essendoci pochissimi avvenimenti del genere documentati.

Questo “spauracchio” è stato spesso utilizzato in passato da certe Istituzioni, come una specie di punizione divina, per dissuadere le persone dall’avere rapporti “contronatura” (anali) e clandestini, essendo più probabile in situazioni “proibite”, “frettolose” o “ansiogene”.

In realtà, come riportato inizialmente, questo evento è assai raro, ma a chi ha lavora in Pronto Soccorso da un po’ di anni è probabilmente capitato di aver visto/sentito casi del genere.

COSA FARE

Nel caso dovesse verificarsi tale spiacevole ed improbabile “incastro” le cose che possono essere di aiuto sono:

– Cercare di rimanere tranquilli, o perlomeno il meno agitati possibili poiché l’ansia può rendere tutto più difficoltoso (p.e. con la produzione di adrenalina)

– applicare ghiaccio alla base del pene, che col suo effetto vasocostrittore diminuisce l’afflusso di sangue al glande, di fatto “sgonfiandolo”, stando per attenti a non “raffreddare” anche il partner altrimenti “vaso-costringerà” anche l’orifizio;  può quindi essere utile proteggerlo con un panno

– utilizzare un miorilassante

– cercare di creare un passaggio di aria anche minimo

– in caso di incarceramento vaginale, una leggera stimolazione rettale, effettuabile con un dito, genera un riflesso inibitorio in grado di rilassare il muscolo contratto

– andare al Pronto Soccorso è senza dubbio la strada più sicura.

Infine ricordi sempre di utilizzare un buon lubrificante quando ha rapporti anali.

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